La grande
avventura comincia nel 1976, con una vettura
di Formula Monza rimediata grazie all' aiuto
della Scuderia Salvati.
Michele Alboreto è un ragazzo come tanti,
che sogna di diventare un pilota di Formula
1. Ha fatto davvero tutto quello che poteva
per salire su quella monoposto, che guida mettendoci
tutta la grinta di cui è capace.
Da grande
appassionato che guardava le corse dietro le
reti dell' autodromo di Monza, è diventato
un pilota.
Poco importa se la sua vettura non è
certo la migliore. Non fa niente nemmeno che
sia storta, come si scoprirà in seguito,
dopo un più attento esame. Chi capisce
di corse e va a vedere le "staccate"
alla curva junior e alla Parabolica riconosce
Michele Alboreto tra tutti gli altri. In Formula
Monza, Michele corre nel 1976 e nel 1977.
Nel 1978,
la Scuderia Salvati e i primi amici lo aiutano
a permettergli di debuttare in Formula Italia.
E' la categoria formativa per eccellenza, quella
che manca all'automobilismo dei giorni nostri.
Michele non delude.
Sempre
tra i più veloci, nonostante la poca
esperienza su una vettura difficile da portare
al limite, raccoglie piazzamenti sempre migliori.
Sino alla vittoria di Magione, che lo consacra
trai i giovani più interessanti della
categoria. E' quarto alla fine del campionato.
Per lui si aprono le porte della Formula 3 e
il grande sogno comincia a diventare realtà.
Il debutto è nell' ultima corsa di campionato
italiano dell' anno a Magione.
L' esame
è superato a pieni voti con uno squillante
quarto posto, davvero notevole per un debuttante.